Diciamolo subito: l’incontro con Teorema Ë ben più sconcertante che quello con Teoremino. Se Teoremino Ë un bimbo mai nato, lo Ë infatti in presentia, grazie al rapporto simbiotico con la madre, che pur non partecipando al processo artistico – che Ë tutto del piccolo -, gli da un corpo e una voce.
Ma Teorema Ë tutta un’altra storia, Teorema Ë il sogno di Teoremino che ci avverte:
… da grande diventerà farfalla e il mio nome sarà Teorema... Teorema spazierà e ricercherà nuove forme di espressione nascerà TeoremArt... un flashback... e sono ancora piccolo.
Teorema insomma Ë il destino del piccolo che si sogna trasformato in esso, come la farfalla taoista di Queneau a cui non basta il Je pense, donc je suis cartesiano:
Secondo un celebre apologo cinese, Chuang-tzeÜ sogn⁄ di essere una farfalla; ma chi dice che non sia la farfalla a sognare di essere Chuang-tze?
Cosa possiamo dunque imparare da questa strabiliante coppia di artisti che in realtà sono uno solo – e per di più mai nato ? Rispondere non Ë poi così difficile: possiamo re-imparare la nostra età fondamentale, quella dello sviluppo, osservandola nel processo creativo e nei progetti di Teoremino e proiettarci nel suo esperimento artistico più eccitante: pensarsi nel proprio futuro, nell’artista, in absentia, Teorema. E non Ë poco.