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Acerca de

Lasciate che vi racconti...

L’arte è il suono silenzioso dell’anima, l’eco di ciò che non può essere nominato.

Io sono Teorema Fornasari, nome e enigma, nom de plume e coscienza errante. Sin dal 1986, i miei segni non cercano spettatori: cercano anime. “Quando avrò risolto il mio Teorema, avrò compiuto la mia missione” — e tuttavia, rimango sospesa tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.

Disegnavo prima di parlare. Ogni linea era scudo e ponte: difesa contro il mondo, finestra sull’infinito. Schopenhauer diceva che l’arte libera dalla volontà; io dico che l’arte libera dall’illusione del mondo.

Non sono un’artista: sono Modificatrice di Linguaggio, tessitrice di ponti tra coscienze. L’opera è testimone, non mia proprietà. Novalis scriveva: “L’arte rivela la più profonda essenza del mondo”. Io aggiungo: ogni opera è seme, ogni colore vibrazione, ogni gesto un messaggio inviato dall’universo.

Nel 2001 nasce “Alien Sense”: spazio ontologico, sogno tangibile, visione ultraterrena. “Se il mondo è vinto dalle persone senza scrupoli, a tutti gli altri rimane l’intero Universo”. Un Universo che è tempo, coscienza, possibilità: armonia prestabilita di Leibniz, respiro di mondi invisibili.

Oggi fiorisce “Imperfezionismo”, la celebrazione dell’errore come rivelazione, del tempo incompleto come misura della vita, della caducità come linguaggio. Kant avrebbe sorriso: la bellezza non è nell’oggetto, ma nell’incontro tra soggetto e opera.

L’arte non si dice. Wittgenstein ricordava: “Ciò che non può essere detto, va mostrato”. Le mie opere mostrano senza spiegare. Ogni incontro con esse è un rito, un riconoscimento, un frammento di infinito.

La mia missione: svelare il Teorema a me stessa prima che al mondo. Eppure il mondo, silenzioso e attento, potrebbe farlo prima di me. L’arte è questa danza: tra visibile e invisibile, tra il noto e l’ignoto, tra l’io e l’universo.

Dallo studio del Maestro Teorema è tutto… il resto vi giungerà per osmosi, attraverso il silenzio e la vibrazione delle opere.

Teorema Fornasari

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L’arte rappresenta da sempre il centro vitale della ricerca dell’artista, che ama definirne il significato attraverso questa sua affermazione:

«L’arte mi ha resa schiava della mia libertà.»

La sua prima esposizione risale al 1986, a Verona. Da allora ha partecipato a oltre 130 mostre tra personali e collettive, prendendo parte a eventi di rilievo internazionale quali il Festival di New York, la Biennale di Berlino e la Florence Biennale, ottenendo premi, riconoscimenti e consenso di pubblico e critica, sia in Italia che all’estero. Il suo lavoro ha suscitato l’interesse di numerosi esponenti del panorama culturale internazionale.

Artista in continua evoluzione, sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa pittura, scultura, performance e installazione, mantenendo costante una riflessione sul ruolo etico e comunicativo dell’arte e sulla responsabilità dell’artista come portatore di messaggi e visioni.

Il primo progetto organico nasce nel 1989 con il ciclo “Ricordi d’Infanzia”, sviluppato nell’arco di otto anni: un percorso poetico e concettuale di rilettura dell’esperienza infantile. Le opere, prevalentemente materiche e spesso realizzate attraverso materiali di recupero, attirano l’interesse di musei e realtà dedicate all’arte contemporanea.

Successivamente prende forma il ciclo “Passione”, una serie di lavori che indagano le passioni, le ossessioni e le fragilità dell’essere umano, affrontandone anche gli aspetti più oscuri e provocatori, suscitando l’attenzione dei media e di trasmissioni televisive.

Nei primi anni Duemila nasce il “Laboratorio di Coscienza”, presentato anche a New York, dal quale prende vita “Alien Sense”: una ricerca visionaria e onirica composta da immagini di luoghi ideali, sospesi tra dimensione cosmica ed emozione, capaci di trasmettere un messaggio di speranza e trasformazione per l’umanità.

A questo percorso si collega la performance “Teoremino” (2001), in cui l’artista indossa una maschera e grandi mani aliene, dando vita a un alter ego creativo e fanciullesco che attraversa simbolicamente universi lontani per riportare nuove visioni e consapevolezze. Il progetto, sviluppato nell’arco di quasi dieci anni, comprende oltre 600 opere.

I messaggi di “Alien Sense” si fondano sull’importanza del sogno e sulla capacità dell’essere umano di elevarsi oltre i limiti della contemporaneità; il “Laboratorio di Coscienza” evolve così nel concetto di “Abilità della Coscienza”.

Nel 2011, in concomitanza con la partecipazione alla Biennale d’Arte Contemporanea e con la presentazione delle prime sculture policrome — che introducono la terza dimensione in una produzione fino ad allora prevalentemente pittorica — l’artista presenta ufficialmente il movimento artistico “Alien Sense”, accompagnato dal motto:

«Se il mondo è vinto da persone senza scrupoli, a tutti gli altri rimane l’intero Universo.»

Il movimento ottiene interesse e adesioni da parte di artisti provenienti da diversi Paesi.

Dalla ricerca sul colore nasce inoltre l’utilizzo distintivo dell’oro con pagliuzze di vero oro zecchino 24 kt, elemento che caratterizza la serie “Lacrime di Tea”: opere preziose e simboliche, immerse in atmosfere scure e intense.

Segue il progetto “Contact Universe”, in continuità con la dimensione ultraterrena e spirituale che attraversa l’intera produzione artistica.

Nel 2021 fonda il movimento “Imperfezionismo”, una nuova svolta espressiva che interpreta il presente attraverso macchie di colore volutamente imperfette, trasformando l’imperfezione in linguaggio, identità e valore estetico.

Nel corso della sua carriera si sono occupati del suo lavoro importanti critici e personalità della cultura, tra cui Philippe Daverio, Vittorio Sgarbi, Gian Ruggero Manzoni, Roberto Garbarino, Mario Arceri, Maria Grazia Montaldo, Franco Longoni, Maria Ferraris, Francesco Bonazzi, Marco Formento e Alberto Moioli.

Da anni presente in mostre e fiere d’arte moderna e contemporanea in Italia e all’estero, è riconosciuta come una delle poche performer italiane attivamente impegnate in questo ambito, capace di instaurare un forte coinvolgimento emotivo con il pubblico.

Artista capace di provocare e affascinare, attraversa universi onirici e messaggi incisivi con una cifra poetica personale e riconoscibile, contraddistinta da quello che ama definire un “magico fascino alieno”.

Ideatrice e fondatrice del Movimento Artistico Imperfezionismo.

Autrice del libro LA RISOLUZIONE DEL TEOREMA- IMPERFEZIONISMO

Il “Teorema” dell’Esistenza

“L’artista è niente senza il dono, il dono è niente senza il lavoro”

Emile Zola

Vi è un elemento certo e inequivocabile nell’arte e nelle performance di Teorema Fornasari che è l’unicità
poliedrica ed espressiva in grado di attraversare più ambiti o stili, in un mondo, quello contemporaneo,
sovente omologato, ove l’originalità a volte viene a mancare.


La “Creatura” del Teoremino, “parto artistico” di Teorema, alter ego che simboleggia un messaggio di
pace e speranza, si manifesta nelle opere con un metalinguaggio segnico innovatore; ponte di
comunicazione metafisica con altre dimensioni figurabili. Rappresenta una novità per quel che riguarda
l’arte contemporanea, se lo si paragona al “concetto” stesso di cosa sia oggi l’arte moderna e
contemporanea. Tuttavia, " Teoremino”, di cui già da molti anni se ne è sentito parlare innumerevoli volte
in vari ambiti come nelle rassegne e di cui hanno scritto vari Critici e Storici importanti, parte, per quel
che riguarda la Storia dell’Arte, da un paradigma Spazialista e si fa interprete di nuovi canoni informali.
Le opere di questa artista, in continua sperimentazione, sono un nuovo “Timeo” Platonico e decodificate
da un nuovo alfabeto cromatico astratto, dove la logica- scientifica, parlando di Wittgenstein, è da
considerarsi ingrediente integrante del suo percorso.

Tutto ciò lo possiamo considerare come l’ossimoro
pittorico della sua arte, tra fantasia e razionalità.

Teorema, che vanta un cospicuo curriculum di mostre in
Italia e all’estero, è una artista sensibile.

Una interprete in sintonia con i tempi difficili che stiamo vivendo,
ove la Sua creatività risente di tutte le coercizioni che la vita a volte impone.

Le sue opere pertanto fanno
partecipare lo spettatore togliendolo dalla catalessi esistenziale e trasportandolo in nuovi universi
possibili con un monito di pax cosmica.

Gli artisti sono il bene più prezioso della Società contemporanea
e vanno tutelati. L’umiltà di Teorema in questa esistenza, in questo sistema solare, è pari alla Sua
continua evoluzione.

Roberto Garbarino

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