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ALIEN SENSE- 1998–2016 

ALIEN SENSE Teorema Fornasari 1998–2016

Una ricerca sullo spostamento dello sguardo Alien Sense nasce dalla necessità di oltrepassare i limiti della rappresentazione e della dimensione materiale dell'opera. L'artista costruisce progressivamente un campo percettivo alternativo nel quale l'universo non viene utilizzato come scenario fantastico, ma come dispositivo di osservazione e come possibilità di interrogare la condizione umana da una prospettiva non antropocentrica. La ricerca si sviluppa attraverso la costruzione di un vero e proprio atlante cosmico: creature extraterrestri, pianeti, architetture e territori immaginari vengono elaborati attraverso fotografia e pittura. La fotografia assume una funzione documentaria, come se quei mondi fossero realmente esistenti; la pittura, invece, li genera e li amplia. Le oltre 600 opere prodotte nel corso della ricerca costituiscono così un archivio visivo nel quale non prevale una narrazione lineare, ma una vera e propria mappatura di possibilità. All'interno di questo processo il progetto supera progressivamente il limite della superficie pittorica e introduce il corpo come ulteriore strumento di ricerca. Nasce Teoremino — Dispositivo di visione, figura extraterrestre infantile attraverso la quale l'artista sospende la propria identità e attiva un diverso regime dello sguardo. La maschera non assume una funzione teatrale o narrativa, ma diventa un dispositivo percettivo: permette di osservare il mondo umano da una posizione esterna, non condizionata dai suoi codici.

Teoremino costituisce quindi l'estensione performativa di Alien Sense. Il corpo non interpreta un personaggio, ma istituisce un campo di osservazione. L'alterità extraterrestre diventa uno strumento per mettere in discussione l'antropocentrismo e ipotizzare un diverso concetto di evoluzione, non fondato sul dominio, sulla conquista o sulla superiorità, ma sulla responsabilità e sulla possibilità di una relazione non competitiva.La performance si trasforma successivamente in un atto di trasmissione. Teoremino porta con sé creature, pianeti e possibilità di esistenza appartenenti a un universo altro. Le immagini prodotte dalla ricerca diventano così un archivio di ipotesi: non rappresentazioni di un mondo extraterrestre, ma modelli alternativi di relazione e di abitabilità.

Nella seconda fase della ricerca l'universo extraterrestre viene progressivamente sottratto alla dimensione narrativa e figurativa. Le creature vengono ridotte all'essenziale, il corpo diventa segno, la testa si trasforma in nucleo, pianeta, coscienza. La tavolozza si concentra sul bianco e nero, mentre la complessità cosmologica lascia spazio a una dimensione più intima e mentale. Il nero assume una funzione grafica e assoluta; il bianco diventa campo psichico e spazio della possibilità. Gli esseri alieni non descrivono più mondi lontani, ma traducono condizioni interiori: distanza, attesa, solitudine, desiderio, memoria, incontro mancato.Alien Sense compie così uno spostamento fondamentale: dall'immaginazione di altri mondi alla costruzione di un altro punto di vista sul mondo. La ricerca extraterrestre diventa progressivamente una ricerca sulla coscienza, sulla responsabilità dell'artista e sulla possibilità di costruire, attraverso l'arte, un immaginario capace di mettere in discussione i modelli dominanti di evoluzione, relazione e appartenenza.

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