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IMPERFEZIONISMO

Manifesto dell’Imperfezionismo“La perfezione è staticità e fine; l’imperfezione è movimento, evoluzione e vita.”Ultimo Movimento Artistico Umano 1)L’imperfezionista non si colloca, ad oggi, in nessuno spazio e sente di non appartenere a nessun movimento, se non a quello dell’imperfetto, e così lo rivendica con tutte le sue crepe e con tutte le sue variabili, facendolo complice del suo operato.L’imperfezionista riconosce questi tempi come mal

Manifesto dell’Imperfezionismo

“La perfezione è staticità e fine; l’imperfezione è movimento, evoluzione e vita.”

Ultimo Movimento Artistico Umano

1)
L’imperfezionista non si colloca, ad oggi, in nessuno spazio e sente di non appartenere a nessun movimento, se non a quello dell’imperfetto, e così lo rivendica con tutte le sue crepe e con tutte le sue variabili, facendolo complice del suo operato.
L’imperfezionista riconosce questi tempi come malati per l’uomo.

2)
L’artista come rivendicazione di una vita più morale e carica di responsabilità.
L’artista imperfezionista è investito della vera responsabilità intrinseca nei messaggi che lancia ed invita tutti ad osservare il mondo da una prospettiva diversa, come fosse un alieno appena sceso sulla Terra.
Non riconoscendosi nell’uomo terreno e odierno, in questo mondo tossico per i beni primordiali dell’uomo, si sente alieno; sente il desiderio, per tramite del suo talento e della sua arte, di elevarsi metaforicamente in una dimensione parallela ove possa alimentare il suo spirito e la sua creatività.
Da questo spazio osserva e vede le storture della Terra, denunciandole, e ad esse risponde lanciando i suoi messaggi a favore della Terra e dell’uomo.
Lancia messaggi verso l’Oltre nel tentativo di incontrare una nuova forma di vita intelligente e più fragilmente evoluta; evoluta nell’essere più vicina e attenta ai bisogni dell’animo umano.

3)
L’artista è complice dell’umano che è essere umano, e non di chi è semplicemente umano.
L’artista imperfezionista collabora con il proprio super-ego per rendere la pubblica opinione sensibile al vuoto di moralità e responsabilità che attanaglia la contemporaneità verso le creature veramente umane e, come tali, le più indifese.
L’artista imperfezionista lavora non per l’immediato, né per il domani, ma nella ricerca di creare, nella propria vita, un’opera d’arte sintesi di questa sensibilità.
Come tale non utilizza a sproposito il termine artista, ma ama definirsi più responsabilmente “modificatore di linguaggio”, nella percepita necessità di modificare il linguaggio della società di oggi, incentrato su finti valori basati sull’apparenza, sulla confezione e non sul contenuto.

4)
L’artista imperfezionista è un pensatore concreto, applicando il pensiero all’opera non solo tecnicamente ma con coerenza nella sua stessa vita.
L’artista imperfetto non si mercifica al mercato dell’arte, ma rimane saldo ai suoi principi.
Non sposa nessuna politica né si corrompe ad essa per visibilità, ma guida la coscienza umana come super partes.
L’artista imperfetto rivendica il suo ruolo di influencer, attualmente sostituito da figure legate solo ad un aspetto economico.

5)
L’artista imperfetto crede che questo tempo anticipi la fine di ogni ricerca artistica umana, perché sostiene che quest’ultimo tempo imperfetto sia nelle mani di chi ancora potrà fare arte senza essere sostituito dall’intelligenza artificiale o da mezzi tecnologici che permettono a un qualsiasi creativo di appropriarsi del termine artista.

L’imperfezionista non è solo un provocatore o un decoratore: ha un ruolo complesso e multidimensionale. Non è limitato a provocare reazioni o a decorare spazi; è un pensatore critico, un narratore e un esploratore di emozioni e idee. La sua arte deve stimolare la riflessione e il dialogo, andando oltre la superficie.

Predilige materiali di riciclo e sostenibili: l’artista si impegna a lavorare con materiali di recupero e, quando possibile, non inquinanti.

L’unicità dell’errore: il punto centrale è che l’errore non va corretto, ma celebrato. In un mondo che insegue la perfezione digitale, lo “sbaglio” è l’unica prova tangibile dell’anima dell’artista e della sua presenza fisica sull’opera.

Reazione all’intelligenza artificiale: il movimento nasce come risposta critica alla perfezione asettica della AI Art. Il teorema sostiene che, mentre la macchina riproduce, l’uomo “sente”, e questo sentire si manifesta attraverso l’irregolarità.

La bellezza dell’incompiuto: l’opera non deve essere necessariamente “finita” nel senso tradizionale. L’imperfezionismo valorizza il tratto lasciato a metà, la sbavatura e la stratificazione che mostrano il tempo che passa.

Il valore della materia: si prediligono materiali che mutano, come le finiture metallizzate (oro, argento, rame). Questi materiali sono intrinsecamente imperfetti perché reagiscono alla luce e all’ossidazione, cambiando aspetto continuamente.

L’empatia sensoriale: l’opera deve creare un legame fisico con lo spettatore. Le superfici ruvide e i rilievi materici servono a stimolare non solo la vista, ma anche il desiderio di “sentire” la consistenza del lavoro umano.

Conclusione

Questi tempi, per l’artista imperfezionista, sono imperfetti perché si vuole renderli perfetti.

E allora che sia:
prendo una latta di colore e la lancio sulla tela nera. Ma la mia poesia, caro tempo, caro qui e ora, non sarai in grado di spegnerla. La incido aggiungendo dell’oro per rappresentarla e del bianco per connettermi con l’intero universo… perché, se il mondo è vinto dalle persone senza scrupoli, a tutti gli altri rimane l’intero universo. Teorema Fornasari

Nasce l’Imperfezionismo-Fondatrice Teorema Fornasari

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